Un cine-operaio nella fabbrica più grande d’Europa,  le lotte operaie alla Fiat Mirafiori negli anni ’70.

 

2016. Sono passati quarantasette anni dal 1969 e trentasei dalla sconfitta operaia dell’autunno 1980.

Quel decennio,irripetibile, viene ricordato solo per i fatti di terrorismo e la marcia dei capi diventata “La marcia dei quarantamila”, che si erse a simbolo della sconfitta del 1980 e l’inizio della ristrutturazione alla Fiat.

Il documentario vuole ricordare, ripercorrendo con immagini di archivio e documenti inediti il ruolo che la classe operaia ha avuto in quegli anni, stagione di grandi conquiste, ma anche di delusioni e sconfitte e, in parallelo, il lento declino dello stabilimento metalmeccanico più grande d’Europa, la Fiat Mirafiori, appunto.

E il tramite è la storia dell’operaio Pietro, che senza nessuna nozione di cinema, si compra una piccola cinepresa e si mette a filmare quelle lotte. Grande era allora la ricchezza delle forme di comunicazione espresse direttamente dagli operai, senza mediazioni. I cortei interni, forma nuova di collegamento tra le officine, con la costruzione di strumenti musicali: fischietti, trombe, trombette, campanacci e tamburi. Forme di comunicazione visiva e scritta, gli adesivi applicati alla catena di montaggio che veicolano i messaggi, i manifesti, i giornali operai, i giornali murali, alcuni in copia unica, realizzati dagli operai. Poi forme nuove di comunicazione realizzate in fabbrica con cartone, pupazzi in carta pesta, da utilizzare nei cortei esterni che diventeranno teatro di strada,fino a forme più elaborate con l’utilizzo della gomma piuma. I cancelli della fabbrica diventano il luogo della politica, del confronto e dello scontro.

Pietro, operaio e artista, è, all’interno della fabbrica di Mirafiori, punto aggregante e motore di tutte queste forme di comunicazione antagonista, e attraverso le sue invenzioni e realizzazioni diventa l’espressione più completa della storia della “classe operaia più forte del mondo”, come si diceva allora.